Nel blu dipinto di blu: un omaggio in musica al mare

In occasione della 52a edizione della Barcolana, la Civica Orchestra di fiati “G. Verdi” – Città di Trieste ha voluto omaggiare in musica il mare e le sue sfumature: le note della Civica e il blu del mare si uniscono nel concerto Nel blu dipinto di blu tenutosi sabato 10 ottobre 2020 ore 17 in Androna Campo Marzio 8, Trieste in occasione della mostra “Passion for space” dell’architetto Peter Lorenz.
Alla sonorità dell’Ensemble della Civica Orchestra di fiati “G. Verdi” – Città di Trieste diretto dal M° Matteo Firmi si affiancherà il tenore M° Raffaele Prestinenzi, che in veste di cantante, ma anche di presentatore della serata interpreterà alcuni brani famosissimi che faranno sognare il pubblico ad occhi aperti.

Il concerto si apre con il brano Power Play (2004) del compositore austriaco Thomas Doss. In questo brano Doss vuole condividere in musica la sua personale esperienza di padre narrando il “gioco di potere” (traduzione letterale dall'inglese power play) che si instaura tra le gioie e le difficoltà quotidiane dell’essere genitori.
Ci imbattiamo subito in un cambio di ritmo con il brano Midway March di John Williams. Williams compose questa marcia per il film Midway (1976) che narra la vittoria della marina statunitense sulla marina giapponese nelle Midway durante la Seconda Guerra Mondiale (1942).
Si continua con un grande, grandissimo classico della musica mondiale con il brano My way. Il motivo del brano venne composto da Jacques Revaux, un compositore francese, ma senza successo. Alcuni anni dopo il cantante Claude Francois decise di adattare il brano di Revaux intitolandolo Comme d’habitude che in pochissimo tempo ottenne un gran successo. Divenuto così famoso, il brano venne sentito alla radio da Paul Anka che scrisse la celeberrima versione in lingua inglese conosciuta appunto con il titolo My way (1968), affidandone l’interpretazione a Frank Sinatra.
Dopo il fascino di My Way, lasciamoci trasportare dalle musiche del Maestro Ennio Morricone. La Civica lo ricorderà con il brano A Morricone Portrait (1995), una suite arrangiata dal compositore Roland Kernen che comprende tre successi del Maestro: My Name Is Nobody, Metello e Here's to You.
Si continua con un altro grande compositore della storia del cinema italiano, Nino Rota (1911-1979) che collaborò in modo costante con Federico Fellini nella composizione delle colonne sonore per le sue pellicole. Oggi ascolteremo il tema centrale della colonna sonora di uno dei film più famosi di Fellini, Amarcord.
Nel programma musicale non può mancare Nel blu dipinto di blu (1958, nota anche con il titolo di “Volare”) a cui il titolo del concerto è ispirato. Questo famosissimo brano non necessita quasi di introduzione. La canzone, scritta da Franco Migliacci e Domenico Modugno, è stata presentata per la prima volta al Festival di Sanremo del 1958 ed interpretata in quell’occasione dallo stesso Modugno insieme a Johnny Dorelli.
Da un’atmosfera poetica e sognante, passiamo ora ad un ritmo incalzante con la marcia Die Neue Bora del compositore Franz Zita (1880-1946), un brano caro alla Civica e in particolare al direttore d’orchestra Matteo Firmi che ne ha curato anche un arrangiamento di notevole successo.
Ritorniamo ai grandi classici della storia della musica, questa volta con un brano standard jazz conosciuto in tutto il mondo: It don’t mean a thing (If it ain’t got that swing) (1931) di Duke Ellington. Questo brano sprigiona tutto lo spirito jazz degli anni 30’ ed apre le porte all’età dello swing. Dalla gaiezza dello swing alla dolcezza di Thank you for the music degli ABBA, un omaggio alla musica e alle emozioni che essa ci dona. Questo brano inizialmente fu composto come brano di apertura di un piccolo musical dal titolo The girl with the golden hair. Il brano fu in seguito inserito nel memorabile musical Mamma Mia!.
La chiusura di concerto è affidata al brano A Klezmer Karnival (2004) del compositore inglese Philip Sparke. Come è facile intuire dal titolo, il brano si ispira al Klezmer, un genere musicale tradizionale degli ebrei dell'Est Europa che trae le sue origini fin dall’Alto Medioevo. Philip Sparke ha utilizzato in A Klezmer Karnival tre melodie tradizionali per formare una suite: una danza nuziale di buon augurio per gli sposi, una danza ebraica ed infine una pastorale tradizionale tedesca.

Si ringraziano la Prof. Antonella Caroli Palladini, presidente Italia Nostra - sezione di Trieste, il dott. Peter Lorenz, architetto della mostra Passion for space e il dottor Enzo Semeraro; infine un sentito ringraziamento anche alla Regione FVG che con il suo contributo sostiene la musica della Civica.


Articolo pubblicato il 19/01/2021



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